Vuoi vedere le mostre fotografiche di Fotografia Europea 2026 a Reggio Emilia? Puoi farlo dal 30 aprile al 24 giugno 2026. Per l’edizione XXI il tema scelto è Fantasmi del quotidiano, con mostre curate da Arianna Catania, Tim Clark e Luce Lebart a cui si aggiunge la ricognizione storica curata da Walter Guadagnini dedicata ai 200 anni della fotografia. Ma quali sono i nomi di quest’anno e dove rilassarsi con una buona birra artigianaletra una mostra e l’altra?

Fotografia Europea 2026: le mostre da vedere in questa edizione
Come sempre sono numerose le mostre fotografiche da vedere durante il festival. Ecco quali sono, sede per sede.
Le mostre di Fotografia Europea ai Chiostri di San Pietro
Ai Chiostri di San Pietro (via Emilia San Pietro, 44c) sono esposte le mostre curate da Tim Clark e Luce Lebart, come:
- Felipe Romero Beltrán, Bravo: le storie di migrazione lungo il fiume Rio Bravo, al confine tra Messico e Stati Uniti;
- Mohamed Hassan, Our Hidden Room: identità, famiglia e salute mentale attraverso il rapporto con il padre e l’Egitto, sua terra natale;
- Salvatore Vitale, Automated Refusal: la precarietà dei lavoratori della gig economy, tra sorveglianza algoritmica, ranking e riduzione del tempo libero, nel contesto delle professioni digitali;
- Marine Lanier, Le Jardin d’Hannibal: racconto sull’omonimo e storico conservatorio di biodiversità alpina e centro nevralgico per la ricerca scientifica;
- Ola Rindal, Stains and Ashes: macchie, crepe e imperfezioni del nostro ambiente quotidiano;
- Tania Franco Klein, Subject Studies CHAPTER I: un lavoro su come la percezione di un soggetto cambia in base al contesto e allo sguardo dello spettatore;
- Giulia Vanelli,The Season: un’indagine sul rapporto tra velocità, memoria e oblio (su ispirazione de La lentezza di Milan Kundera);
- Frédéric D. Oberland, Vestiges du futur: un progetto che esplora la condizione umana, il rapporto tra visibile e invisibile e la connessione tra mito, civiltà e natura;
- Simona Ghizzoni, Milk Wood: un lavoro sulla figura femminile come depositaria di memoria ma anche di immaginazione e progettualità.
In mostra anche Speciale Diciottoventicinque, il progetto formativo dedicato ai giovani tra i 18 e i 25 anni, seguito dai tutor Marcello Coslovi e Alex Tabellini di Sugar Paper. Infine, l’esposizione Keep the Fire Burning, a cura di Francesco Colombelli in collaborazione con il Centro diurno per l’adolescenza “AÏDA”. Una raccolta di libri fotografici che indaga come miti, fiabe, credenze popolari e tradizioni continuano ad abitare il nostro presente, costruendo una geografia emotiva e culturale che attraversa confini e generazioni.

Cosa vedere a Palazzo Mosto
A Palazzo Da Mosto (via Mari, 7) c’è la collettiva Ghostland, a cura di Arianna Catania. Si tratta un’esplorazione sull’epoca ipermediata in cui viviamo, dove la realtà appare come un territorio “spettrale” filtrato costantemente dagli schermi luminosi. La mostra riflette sullo schermo non solo come dispositivo, ma come ambiente culturale capace di modellare percezioni e comportamenti, rivelando ciò che sfugge allo sguardo e invitando a interrogare i punti ciechi della nostra visione. In mostra i lavori di: Alisa Martynova, Zoé Aubry, Mykola Ridnyi , Vaste Programme, Visvaldas Morkevicius, Indrė Šerpytytė, Sara Bezovšek e Carolyn Drake.
In sede anche i progetti della Open Call con fotografie di Federica Mambrini ed Emilia Martin.
Le mostre a Palazzo Scaruffi
A Palazzo Scaruffi (via Crispi, 3) è allestita l’esposizione Due secoli di fotografia e società. Nell’anno in cui ricorrono i 200 dalla realizzazione di quella che è considerata la prima “fotografia” della storia (la Veduta di Gras creata da Joseph Nicéphore Niépce), Fotografia Europea ha chiesto a Walter Guadagnini di immaginare una grande rassegna che provi a raccontare per immagini cosa abbia significato la fotografia nella vita degli uomini e delle donne degli ultimi due secoli. Esposta una selezione di immagini che sono state prodotte in questi duecento anni, tra capolavori e fotografie anonime, apparecchi storici e riviste leggendarie, spezzoni di film e libri.

Fotografia Europea alla Chiesa dei Santi Carlo e Agata
Nella Chiesa dei Santi Carlo e Agata (via San Carlo, 1) trova spazio la mostra di Elena Bellantoni, dal titolo Ghostwriter a cura di Fulvio Chimento. Il progetto evoca i “fantasmi della storia” attraverso figure simboliche che trovano espressione nel corpo dell’artista. Utilizzando fotografia, cinema d’autore, scultura e installazione, Bellantoni riflette sulla narrazione storica dal punto di vista femminile, concepito come un “corpo imprevisto”.
Luigi Ghirri e Giovane Fotografia Italiana al Palazzo dei Musei
La sezione di fotografia di Palazzo dei Musei (via Spallanzani, 1) presenta Luigi Ghirri. A Series of Dreams, a cura di Ilaria Campioli e Andrea Tinterri, con la curatela musicale di Giulia Cavaliere. Il ri-allestimento esplora il legame tra suono e immagine: dalla passione per Bob Dylan alla profonda amicizia con Lucio Dalla, dall’importante collezione di dischi ai numerosi rimandi nei suoi scritti.
Qui anche la tredicesima edizione di Giovane Fotografia Italiana, a cura di Ilaria Campioli e Daniele De Luigi. La mostra mette in scena la ricerca di sette talenti under 35 che indagano la capacità della fotografia di rivelare ciò che resta invisibile o senza parola. I sette finalisti che concorrono per il Premio Luigi Ghirri sono: Susanna De Vido, Karim El Maktafi, Alice Jankovic, Cinzia Laliscia, Anie Maki, Eva Rivas Bao.
Allo Spazio Gerra Francesco Guccini
Allo Spazio Gerra (Piazza XXV Aprile, 2) c’è una mostra su Francesco Guccini, un viaggio intimo nella carriera del cantautore. L’esposizione è strutturata come un vero e proprio “concept album” visivo, arricchita dai contributi di artisti e illustratori, tra cui spiccano le ricerche fotografiche di Paolo Simonazzi e di Kai-Uwe Schulte-Bunert.
Cosa vedere alla Collezione Maramotti
Alla Collezione Maramotti (via Fratelli Cervi, 66) la prima personale italiana di Ndayé Kouagou, Heaven’s truth. Attraverso opere recenti e una nuova produzione ispirata al fotoromanzo, l’artista parigino conduce il visitatore in un percorso volutamente incoerente e ludico, mettendo a nudo le ambiguità della comunicazione e le fragilità della nostra società.

Consigli logistici: muoversi a Reggio Emilia quando c’è FE
Durante le settimane del festival, Reggio Emilia trasforma il suo centro storico in un grande museo a cielo aperto. Vediamo dove lasciare la macchina o come spostarsi.
Dove lasciare l’auto
Se vieni da fuori Reggio Emilia ricorda che il centro di Reggio è ZTL (zona a traffico limitato). I punti migliori per parcheggiare sono:
- parcheggio Cecati: gratuito e comodo se arrivi dalla zona sud/ovest. Da qui puoi raggiungere il centro con una breve passeggiata;
- parcheggio Ex Caserma Zucchi: il più vicino alla via Emilia;
- parcheggio Polveriera: perfetto se vuoi iniziare il tour esplorando il Circuito Off;
- parcheggio Foro Boario: gratuito e collegato al centro con i minibù frequenti.
Il tour a piedi (o in bici)
Il modo migliore per godersi l’atmosfera di FE2026 è senza dubbio il passo lento. Le sedi principali come Palazzo Magnani, i Chiostri di San Pietro e i Chiostri di San Domenico sono tutte collegate dalla via Emilia e dalle sue piazze. Puoi noleggiare una bici per raggiungere ogni sede in pochi minuti.
Altre idee per scoprire la città? Scopri i nostri consigli su cosa fare a Reggio Emilia!

Pausa relax: perché passare al Paguro durante Fotografia Europea
Mentre ti sposti tra una sede all’altra ricorda di fare una sosta rigenerante per riprendere le energie. Al Paguro ti puoi rilassare all’interno o in distesa, con una birra artigianale fresca, una bibita fresca o una tisana, se preferisci.
Ci trovi nel cuore della città, in via Monzermone 3/a. Da noi puoi:
- riposare le gambe e ricaricare lo smartphone;
- approfittare del Wi-Fi gratuito per scaricare o pubblicare le foto della giornata (se lo fai taggaci sui social così le ricondividiamo!);
- segnare sulla mappa le mostre rimaste e chiederci consiglio su dove andare;
- condividere con noi cosa avete visto e commentare le mostre più belle davanti a una birra fresca (e scoprire le ultime novità).

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